Honfleur

Monet oggi non sarebbe stato contento di questo cielo oscurato che desatura un po’ troppo il riflesso delle navi nel Vieux Bassin, qui a Honfleur. Forse avrebbe preferito fare una passeggiata tra le strette stradine di ciottoli e le facciate di alte e storte case scandinave di legno, fino alla piazza dell’eglise S.te Catherine, dove ancora si tiene il mercato tra formaggi di capra e sidro. Per festeggiare la fine della Guerra dei Cent’anni gli abitanti fecero costruire una chiesa in fretta e furia, commissionandola ai carpentieri navali: come risultato la chiesa è interamente in legno e le 2 navate centrali e le due laterali hanno la volta a forma di drakkar rovesciato (la nave vichinga).
Tutto è autentico qui, essendo stata risparmiata dalle bombe della II Guerra mondiale. Le uniche cose non originali che ho visto sono le bacche di goji e la maca nel mercatino bio e l’acqua che il cameriere voleva spacciare per Evian (mai accettare una bottiglia aperta all’estero).
Mangiare un panino con formaggio di capra sul vecchio porto. Questo avrebbe fatto Monet.
Io, oltre a questo, ho sbirciato in tutti gli atelier e antiquités possibili, pensando però con nostalgia alle “impressions”.

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