Guardami e Ascoltami, Pistoia, Novembre 2019

Mi crederanno? 2019, olio su tela, cm 80x80

In quest’opera ho voluto affrontare un particolare aspetto relativo alla tematica della violenza sulle donne: quando la denuncia di violenza o di stupro viene messa in dubbio.

Un ragazza nella sua camera da letto. Intorno a lei oggetti abituali, un appendiabiti con i suoi capelli e le sue borse, polaroid e stampe d’arte alla parete. Un asciugamano in testa, probabilmente si è fatta la doccia. Con uno specchio si guarda. E si chiede: “Mi crederanno?”

Perché pare incredibile, ma una donna che denuncia,  talvolta è vittima due volte: non solo della violenza fisica, ma anche psicologica.

Lo stupro talvolta non viene definito dalla presenza o meno del consenso, ma viene riscontrato sulla base di altri fattori, come segni evidenti di violenza fisica, la minaccia di forza, la coercizione o l’incapacità della vittima di resistere. Si cercano prove fisiche che dimostrino che la “presunta vittima” abbia in qualche modo resistito e combattuto per difendersi.

Vittima anche di alcuni stereotipi e pregiudizi ancora diffusi: che l’abbigliamento o l’atteggiamento possano essere una provocazione e causa di violenza, che se una si comporta in un certo modo, in fondo “se l’è cercata”, che  in realtà cercava visibilità o favori in cambio.

In definitiva, che il suo “no”, sotto sotto, era un “sì”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *