"Oltre il sé", mostra personale a Villa Bottini, Lucca.

Nell'ambito della IV edizione di MusicArt e della manifestazione culturale "Espressioni d'artista", ha inaugurato lo scorso 8 giugno la mia mostra personale "Oltre il sé", nella quale sono esposti sei miei recenti dipinti.

La mostra, accompagnata da numerosi eventi musicali e di moda, all'interno delle bellissime sale affrescate della villa, sarà visitabile fino al 20 di giugno.

Le opere qui esposte fanno parte di un progetto in corso che si intitola “Oltre il sé” e ha per oggetto la ricerca di ciò che va oltre il corporeo. Sono raffigurate donne che lasciano trasparire appena il loro mondo interiore attraverso la gestualità del corpo e delle mani in particolare.

Donne che si coprono il volto, forse per non vedere o per nascondersi, o forse per farsi cercare di più. "Donne allo specchio": la natura dello specchio come mezzo di auto-riconoscimento, come simbolo di riflessione su se stessa e di riflesso di se stessa nel mondo attuale.


“Non si può cogliere l’interiorità neppure con l’aiuto delle lenti più potenti. Bisogna avvicinarla interiormente, in punta di piedi…”*

Riuscire a raggiungere la nostra l’interiorità o quella di chi ci sta affianco è quasi impossibile. Possiamo sfiorarla, avvertirla ma penetrarla a fondo no. Ci sono moti interiori che lasciano trasparire un flebile bagliore attraverso lo sguardo, i movimenti o le parole. Possiamo servirci di uno specchio per scrutare in fondo ai nostri pensieri. Ma cosa c’è oltre il corporeo, il materiale? Molti pensatori ed artisti hanno speso una vita intera nella ricerca di questo. E forse Laura Corre parte proprio da questi interrogativi per dar vita ad un ciclo di opere in cui quello che subito balza all’occhio è la costante ricerca dell’altro e dell’oltre da sé. Donne ritratte nella loro intimità, nude fisicamente e denudate psicologicamente, immerse in ambienti domestici o ritratte in spazi vuoti, Laura Corre dipinge le molteplici sfaccettature del mondo femminile regalandone un repertorio ricco di suggestioni e fascino. Non sono figure che vivono “per sé o in sé”, ma sono il frutto dell’elaborazione della memoria che le muove e rende vive. Nella costruzione del dipinto nulla appare reale: la prospettiva sembra alterata, lo spazio fisico manipolato, i tagli azzardati. Tutto appare filtrato attraverso quello che molta letteratura del Novecento ha definito lo “Stream of Consciousness”, quel flusso di coscienza interiore in cui i pensieri, liberi di fluire, delineano emozioni, sentimenti e passioni. E proprio attraverso questo flusso di pensieri Laura Corre rende visibile l’immaginario.

*Gustav Janouch, Conversazioni con Kafka.

Giovanni Masiello, critico d’arte














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