Quella che è rimasta incinta a 17 anni

rimasta incinta troppo presto
Quella che è rimasta incinta a 17 anni

Io sono quella rimasta incinta a 17 anni.
Agli occhi della gente quella che “si era rovinata” il futuro, quella che non si sarebbe potuta godere l’essere giovane, quella che ha interrotto il liceo, quella che non avrebbe potuto far “carriera”, quella che da sola non ce l’avrebbe mai fatta.

Ce l’ho fatta. Da sola.

Essere una madre giovane non ha pregiudicato il mio futuro, anzi, facendomi crescere in fretta mi ha dato gli strumenti che mi hanno permesso prima di costruirmi una carriera ben più che soddisfacente e poi di scegliere, dopo i 40 anni, di iniziarne una totalmente nuova ed altrettanto soddisfacente.
Quel “è rimasta incinta a 17 anni” che mi ha imposto di cambiare improvvisamente i piani per il mio futuro, mi ha insegnato che quei piani si possono cambiare, variare, de-costruire e ri-costruire, ma alla fine il futuro ce lo creiamo solo noi, non le etichette che le persone ci accollano.
Io i miei obiettivi li ho raggiunti e ne pianifico sempre di nuovi, perché il futuro si costruisce anche così.

Silvia Beneforti è stata Coordinatrice Amministrativa della Cooperativa Gruppo Incontro fino al 2012, collaborando in qualità di fund raiser e project planner per vari enti del privato sociale.
Nel 2013 decide di abbandonare la carriera d’ufficio e incontra l’artista Paolo Beneforti (nonostante il cognome non c’era nessuna parentela fra loro) con il quale intraprende un percorso di approccio all’arte ed un percorso di vita che culmina nel matrimonio.
Nel 2014 l’attività artistica inizia a farsi prevalente e Silvia inizia una nuova carriera grazie soprattutto ad acquirenti oltre oceano.
Nel 2015 inizia ad esporre i sui pezzi localmente, alternando la pittura con la scultura e collaborando con professionalità diverse.
Attualmente, oltre al consueto lavoro pittorico, collabora con un gruppo di illustratrici e fumettiste italiane all’elaborazione di un volume dedicato alle artiste del passato in cui alcuni episodi delle loro vite vengono raccontate sotto forma di fumetto.