Quella che è troppo multietnica

troppo multietnica
Quella che è troppo multietnica

Io sono quella che è troppo multi etnica

I mondi altri iniziarono ad affascinarmi durante l’adolescenza e fu proprio in quel periodo che feci il mio primo viaggio in est europa. Poco dopo raggiunsi l’India e intorno ai 20 anni mi innamorai della cultura rom, vivendo a stretto contatto con varie comunità e lavorando per un certo periodo in alcuni circhi italiani. In quella fase della mia vita misi in discussione tutto ciò che avevo appreso dalla mia cultura d’origine, tagliando i ponti con gran parte dei miei connazionali. Da un lato fu una fuga dovuta a una sensazione di disagio, dall’altro fu una scelta, perché sapevo in cuor mio che se non avessi imparato a osservare il mondo d’origine dal di fuori, non mi sarei mai resa conto di cosa mi piaceva davvero e cosa no, inconsciamente influenzata dal contesto. Continuai a viaggiare soprattutto in paesi non occidentali perché i viaggi che preferivo, e preferisco tutt’oggi, erano quelli che riuscivano a destabilizzarmi, facendomi scoprire di volta in volta aspetti nuovi di me stessa e della realtà. In questi 20 anni di avventure multietniche ho incontrato amici, conoscenti, compagni di nazionalità diverse e mi sono sentita spesso giudicata per il fatto di non appartenere ad alcuna comunità ma in un certo senso a tutte. Purtroppo la comunità ha tanti pregi ma anche difetti, a prescindere dalla provenienza, perché tende a uniformare chi vi appartiene o chi vuole entrare a farne parte, imponendo le proprie regole. Quando, pur portando rispetto per quelle regole non scritte, non ci si conforma ad esse, sorgono i pregiudizi perché si risulta scomodi, indefinibili, inafferrabili, e quindi non dominabili. A me è successo spesso, e succede ancora oggi, di sentirmi giudicata per le mie scelte di vita alternative, per il fatto di avere amici di tante nazionalità diverse, un figlio per metà romeno, un compagno africano. Molte persone, di qualunque nazionalità, guardano con sospetto questa mia vita multietnica. Forse perché quando si sfugge alle definizioni, quando si appartiene al mondo e non a una sola comunità, quando le proprie decisioni sono sempre meno condizionate dal contesto, le persone molto integrate nella società, qualunque essa sia, faticano a inquadrarti, a comprendere le tue scelte così diverse dalla maggioranza, e questo se da un lato può suscitare curiosità, dall’altro suscita fastidio, paura, sospetto e di conseguenza pregiudizio.

Laura, illustratrice mirabilintica, antropologa mancata, esploratrice per natura, laureata in Beni Culturali. Oggi, ispirata da meraviglie e tradizioni di terre reali e immaginarie, crea Ponti fra Mondi dando vita a illustrazioni e abiti dall’anima multietnica. www.mirabilinto.com