Quella che è un personaggio

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Quella che è un personaggio

Io sono quella che è un personaggio
Mi chiamo Viola e come molte (e molti) di voi, combatto per sfatare i miti e i pregiudizi che mi vengono regolarmente affibbiati. Il mio senso dell’umorismo ad esempio, che è la cosa che mi è più cara, che mi permette di andare avanti e di rendere la vita più leggera a me e agli altri, è un’arma a doppio taglio: per noi “simpatici” essere presi sul serio è una sfida continua. Tutti si sentono autorizzati a scherzare su ogni aspetto della mia vita, che sia il lavoro o le mie idee, ed inevitabilmente agli occhi di molti sono “quella buffa” (ciò che a volte rende difficile il fare la femme fatale con gli uomini). Certamente è divertente, ma mi ci è voluto molto tempo prima di capire che avevo il diritto, io per prima, di prendermi sul serio. Alla simpatia si uniscono la distrazione e i ritardi continui che mi vengono giustificati perché: “lei è così” e rimproverati perché per gli altri alla lunga è una noia. Sono distratta perché ho un tornado di idee in testa, non per mancanza di interesse verso gli altri…anzi! Sono una ritardataria ma questo non esclude il fatto che io possa impegnarmi, lavorare duramente e con buoni profitti. Chi mi dà delle responsabilità raramente resta deluso, perché sono sempre molto attenta e vogliosa di non deludere le aspettative. L’etichetta che più mi si addice e che genera più pregiudizi è quella di “personaggio”: un animale sociale, un’avventuriera, una “donna indipendente”, un termine che non capisco a fondo…chi è veramente indipendente? Sono effettivamente un animale sociale, però non sono mai superficiale. Amo le persone, mi interessano. Sono un’avventuriera, una che si sa sbrigare le proprie cose? Certo, ho sempre cercato di essere la protagonista del mio film personale ma ciò non toglie che anche io abbia bisogno di sentirmi protetta, amata e tutto il resto. Spero di esserci il giorno in cui si capirà che se una donna vuole fare la propria vita non è certo perché non sia buona DA o AD amare. Penso che il 99% dei problemi di questo pianeta sia causato da una terribile mancanza di empatia, che concorre a creare pregiudizi ben peggiori di quelli di cui sono “vittima”. Penso di essere naturalmente dotata di empatia e quando non ne ho mi impegno ad impararla.
Ecco uno dei miei scopi: vorrei prendere la gente per le spalle, scuoterla e dirgli: “Hey! ascoltare gli altri ha più effetti benefici di una qualsiasi sessione di yoga! Lo sai che rende tutto più bello e semplice?”

Viola “Valéry” Giacalone è nata nel 1996 a Firenze. Dopo il liceo si è trasferita a Parigi, mantenendosi con i lavori più svariati (cameriera, babysitter, assistente fotografo) e dove ora sta continuando gli studi di Lettere e Letteratura Comparata alla Sorbonne Nouvelle. Dà lezioni private di italiano, ama cantare, fare foto e scrivere racconti.
Guarda film compulsivamente, aspettando un giorno di fare il suo film.