Quella che ha un bel viso, ma è grassa

quella che troppo grassa
Quella troppo grassa

Io sono quella che “Hai un bel viso, peccato che sei grassa”

Sono stata grassa per la maggior parte della mia vita: l’obesità grave è una malattia ma nella nostra società è soprattutto uno stigma terribile.
Io ero quella che aveva un bel visino, certo, poi però tutto quel grasso rovinava ogni cosa. Sono cresciuta così con la ferma convinzione di non essere valida, intimamente insicura; ho vissuto le mie relazioni ringraziando chi si avvicinava a me come se mi facesse un favore all’inizio, per poi scoprire che loro, i miei amori, erano abbagliati (parole loro) da ciò che percepivano oltre il grasso e oltre le mie insicurezze. Ci sono voluti anni perché interiorizzassi le loro parole, che le facessi mie e cominciassi a coglierne i frutti: “la grassa dal bel viso” è uscita dal suo guscio relativamente da poco, dopo dolorose vicissitudini familiari che hanno totalmente stravolto la mia vita.
“Che bel sorriso che hai, WOW” me lo sono sentito dire milioni di volte, poi un giorno, nel giorno più buio del mio dolore ho chiamato un amico fotografo e gli ho detto: “facciamo due foto, lo so che non sono il massimo, ma tu scatta lo stesso, ti prego”. Ho iniziato così, per disperazione, per coprire un dolore; sorridevo e poi piangevo mi asciugavo le lacrime e ricominciavo ed ogni volta era sempre più facile, sempre meglio.
Sono diventata così modella (non professionista) nel giro di 7 anni, di scatti ne ho fatti veramente tanti e di tutti i tipi anche nudo integrale, con i miei 127,5 kg, il mio bel visino e il mio sorriso.
L’etichetta che mi avevano appiccicata è stata la mia fortuna, ho saputo cogliere il mio momento e l’ho fatto col mio corpo da me tanto odiato, con le battutine che da sempre perseguitano noi grassi.

Emanuela Buccini, nata nel 1977 a Lucca, è una donna dai molteplici interessi, dalla spiccata intelligenza e dal grande senso dell’umorismo. Decide di interrompere il percorso universitario in Lettere e Filosofia per diventare madre. Ha tre figli, due dei quali nello spettro autistico. Per dar loro un’aspettativa di vita migliore, ha deciso di sottoporsi ad un intervento di chirurgia bariatrica modificando il suo corpo, la sua mente e il suo focus. I suoi ragazzi, avranno bisogno di lei fino al suo ultimo respiro, e lei ci sarà.
Pur avendo rinunciato alla carriera universitaria continua a circondarsi di interessi, dalla ricostruzione storica ad alto livello agli abiti ottocenteschi, alle storie nerd del suo nuovo marito, senza mai abbandonare l’arte… Si soprannomina Dona Flor (y sus tres maridos), trovandosi al suo terzo matrimonio, non risparmia battutacce su tutto e tutti, anzitutto se stessa, e il suo sorriso radioso oggi non cela lacrime.