Quella che non è abbastanza comune

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Quella che non è abbastanza comune

Io sono quella che non è abbastanza comune

La definizione di ragazza “comune” mi sta stretta. Da una parte lo sono, è vero…una come molte altre della mia età: né alta né bassa, né grassa né magra. Passo le giornate sui libri, ma trovo anche il tempo per andare a ballare, stare in compagnia, viaggiare e divertirmi. La ragazza coi jeans e zaino in spalla che vedi passare la mattina presto sotto casa e poi la sera la incroci con la minigonna e i tacchi cha cammina in centro con gli amici.
Eppure anche io vengo spesso etichettata…come troppo brava ragazza. Amo andare bene a scuola, penso sia importante per il mio futuro…ma questa mia voglia di studiare mi fa passare davanti agli altri come “secchiona”, come quella che punta al voto altro …mentre io sono solo spinta dalla mia curiosità e sete di conoscenza verso tutto ciò che mi circonda. Per questo molte volte non mi sento capita dai miei coetanei e non mi ritrovo nello stile di vita che la società vorrebbe imporci. Vedo intorno a me molta superficialità e disinteresse. Quando mi interesso o preoccupo di qualcosa, mi sento dire spesso “ma che ti frega? Lascia perdere!”. Io mi ribello a questo atteggiamento di ragazzi come me che si sono arresi alla superficialità, al disinteresse e affrontano la vita in modo passivo. Ormai le parole “futuro”, “aspettativa”, “sogno” e “impegno” sembrano non far più parte del vocabolario degli adolescenti. A volte vengo etichettata come quella che “punta troppo in alto”, come fosse una cosa negativa pensare al proprio futuro a 18 anni! O quella “troppo sensibile” perché me la prendo a cuore per le ingiustizie che vedo intorno a me, o quella “troppo filosofica” perché cerco di capire, mi faccio un sacco di domande e pretendo delle risposte… E poi sono quella “troppo seria” perché sì, amo divertirmi con gli amici e andare a ballare e fare tardi, ma non mi conformo al doversi ubriacare per forza e buttare così via la mia vita alla velocità di uno “shottino”.

Io non mi sento né “comune” né “brava ragazza”.
Sono io che mi ribello a queste etichette che anche tra adolescenti vengono affibbiate facilmente se non ti conformi al gruppo.
Io voglio essere me stessa al 100%, con tutte le mie ambizioni, le mie paure e i miei sogni.

Irene Fanti è nata nel 2000. Frequenta il quinto anno del Liceo Artistico e sogna di “fare la differenza”. Trascorre il tempo libero tra il fidanzato e gli amici, e ama scoprire il mondo che la circonda. Ha una passione per il design, ama fare due chiacchere davanti a un caffè e ha una cotta per Leonardo Di Caprio.
Si diverte a posare come modella, tra un risata e l’altra. Si sente una Ribelle, come il suo cartone animato preferito al quale assomiglia per la pelle chiara e i capelli ricci e ribelli (che cerca da anni di domare con la piastra).